
TENDENZA SETTIMANA DEL 23 MARZO
Sul Mediterraneo centrale viviamo una fase meteorologica caratterizzata da temperature sotto la media, che subiranno un ulteriore calo a partire da metà settimana: da giovedì 26 marzo è infatti atteso l’arrivo di una Saccatura nord Atlantica, che farà piombare l’Italia in pieno inverno.
Allo stato attuale della previsione, possiamo affermare che la Sardegna si troverà ai margini occidentali della saccatura, esposta al flusso di Maestrale in ingresso dalla porta del Rodano; le termiche attese suggeriscono precipitazioni a carattere nevoso sopra i 7-800 metri; le giornate successive al peggioramento saranno quelle in cui sarà maggiore il rischio gelate. Si tratta di una tendenza ancora da confermare nei prossimi giorni.

INVERNO 2026 DECISAMENTE MITE
Dal punto di vista termico, è stato un inverno molto mite: il lungo periodo piovoso, infatti, ha inibito totalmente le inversioni termiche e dunque le gelate su pianure e vallate dell’Isola. La presenza costante di un flusso umido e mite dal basso atlantico, inoltre, ha mantenuto le temperature massime intorno alla media: si è andata così a strutturare una media termica al di sopra dei valori climatologici.
L’assenza di nevicate importanti anche sulle zone cacuminali del Gennargentu, oltre che sulle aree di alta collina e sui centri di montagna, è un ulteriore prova dell’assoluta assenza di condizioni prettamente invernali sulla nostra Isola.
LA RISPOSTA DELLA VEGETAZIONE – IL CASO DELLA VITE
Il risveglio vegetativo è iniziato con largo anticipo su tutta la Sardegna. Il fabbisogno di freddo della vegetazione non è stato soddisfatto per intero, e comunque non si è rivelato sufficiente a imprimere un totale riposo vegetativo, al punto che durante le potature invernali i ceppi mostravano il classico “pianto” anche su zone di alta collina interna.
Sulle aree di bassa collina interna, dove sono frequenti le gelate notturne, si segnalano risvegli con anticipo di oltre un mese rispetto alla norma: è il caso delle vallate di Samugheo, a cui fa riferimento la foto di copertina.
LE GELATE DEL 21 MARZO 2026 SUL BASSO MANDROLISAI
Siamo sulla Valle di Accoro, in agro di Samugheo:
- Nottate insolitamente miti
- Gelate assenti per tutto il mese di febbraio
- Media delle minime di 3°C sopra il valore di riferimento
- Anomalia termica complessiva di +2°C.
Qui la vite si è ritrovata condizioni meteorologiche tipiche di metà aprile, arrivando al germogliamento ed esponendosi al rischio gelate che su quest’area è presente di norma fino all’ultima decade di aprile. Su alcune aree del distretto, purtroppo, la concomitanza tra gemme in stadio avanzato e temperature vicine ai -4°C ha già causato danni significativi.

INVERNI MITI E RISCHIO GELATE
Il caso di Samugheo è chiaramente al limite, sia perchè è già di suo una zona esposta a gelate tardive, sia per le condizioni termiche anomale che hanno ampliato di 30 giorni l’esposizione al rischio.
Risulta noto, comunque, che gli inverni miti aumentano la vulnerabilità della vegetazione, prolungando il periodo in cui può essere colpita dalle gelate. Il rischio però non si sposta in avanti verso la primavera, ma arretra verso l’inverno: la vegetazione, anticipando il proprio ciclo, finisce per essere esposta a gelate che appartengono ancora alla stagione invernale.
UNO SCENARIO IN EVOLUZIONE
L’aumento della temperatura globale si riflette inevitabilmente sul microclima locale, con effetti che possono risultare ulteriormente amplificati su particolari aree geografiche. La necessità di adottare misure di prevenzione e difesa appaiono sempre più evidenti, in un contesto climatico che ci porta a nuove sfide, spesso più complesse.

Immagini fornite gentilmente da Gianni Sanna


